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Epicicli: il Teatro secondo Bella e Guarneri Featured

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Tiziana Guarneri e Giancarlo Bella di nuovo a Gela con la Cooperativa Punto Improprio per la rassegna “Epicicli”: quattro spettacoli, quattro occasioni per stimolare la cittadinanza con Teatro di qualità.


Ho notato che su Facebook la pagina di Epicicli rientra nella categoria “Viaggi/tempo libero”.

(Ridono) Non c’era la voce “Teatro” e abbiamo creduto che “Viaggi” fosse la più affine con quanto facciamo. Oltretutto la parola “epicicli” ha a che fare con l’orbita, quindi “Viaggi” sia.


In che viaggio si immetterà il pubblico?

In un viaggio dentro se stessi, anzitutto, dentro le proprie emozioni. Tramite il Teatro ognuno ha la possibilità di verificare il proprio Io, e per noi ha un senso solo se vissuto come un confronto intimo con le proprie pulsioni. Che poi, uscendo da lì, ci si possa allontanare come pianeti in orbita, per reincontrarsi, è il nostro auspicio. Per questo “Epicicli”, perché vuole essere un occasione per allontanarsi e ritrovarsi e magari discutere di altro.


Come mai avete scelto proprio questi quattro spettacoli? Da dove vengono gli artisti?

Abbiamo voluto toccare quattro mondi diversi, quattro “pianeti”, per catapultare la gente in in un’orbita così vasta, ma pur sempre di bel teatro, vivo. Sono tutte drammaturgie contemporanee (anche “Le Rane”, sebbene Aristofane sia morto, è stata trasposta da Cinzia Maccagnano, che è tra l’altro interprete e regista dello spettacolo). Sono spettacoli realizzati da professionisti, quindi di altissimo livello, ma al contempo, per così dire, di facile fruizione.

La compagnia del primo spettacolo, L’alba del terzo Millennio, è catanese, "Le Rane" Malincommedia sull'orlo del mondo da Aristofane - Compagnia Teatrale "La Bottega del Pane" viene da Roma, il terzo spettacolo (Stanotte dormo tranquilla. Una terapia contro il bruxismo), con un testo di Giuliana Fraglica che racconta cinque donne ferite nel loro mondo emotivo è prodotto da noi, mentre la quarta compagnia (Un po’ di Poe) è catanese, anche se lo spettacolo è coprodotto da noi.


Nelle prossime edizioni progettate di coinvolgere maggiormente gli artisti gelese?

Certo, magari! Già Giuliana è gelese. Ovviamente abbiamo bisogno di aprire un canale, ma una volta fatto, ben venga. In questa rassegna abbiamo voluto la prosa e a Gela, al momento, non ce n’è molta. Il nostro sogno è quello di creare un gruppo stabile di prosa proprio qui.


“Epicicli è un andare che ha in sé il ritorno, in un’orbita che viaggia nello spazio e che, ad ogni giro, ci fa riscoprire diversi, più consapevoli.” Questa è la vostra descrizione della rassegna. Nell’epiciclo che state descrivendo, questa a Gela è una fase di ritorno. Come ricordavate il teatro gelese e come lo avete ritrovato?

Non avremmo mai organizzato una rassegna teatrale a Gela se non avessimo visto che c’è un interesse crescente nei confronti del Teatro e soprattutto che se ne sono aperti due. I tempi sono maturi. Fino ad ora ci sono state solo compagnie amatoriali che fanno un grandissimo lavoro, con un obiettivo leggermente diverso dal nostro. Il cambiamento più eclatante è certamente che adesso c’è il teatro come luogo fisico; il passo successivo è trovare persone interessate a dedicare l’anima alla prosa. C’è da dire che è difficile trovare un’altra città che con pari numero di abitanti abbia la stessa quantità di offerta e fermento artistico.


Quanto l’esperienza in Turchia ha influenzato il vostro modo di intendere il teatro?

Stare in Turchia ci ha permesso di conoscere e apprezzare un mondo tanto distante quanto affascinante. Certamente abbiamo rivalutato tantissimo l’esperienza teatrale italiana, per la libertà con cui ti permette di portare in scena, senza paura, quello che vuoi. Ti assumi il rischio di un riscontro negativo del pubblico, ma puoi farlo.


Se volessimo estendere l’analisi del teatro ad uno spettro più vasto? Ho letto il pensiero di Cinzia Maccagnano, regista e attrice de "Le Rane" Malincommedia sull'orlo del mondo da Aristofane. il Teatro è in stato di abbandono come il resto del panorama culturale. Confuso con il banale intrattenimento, mentre dovrebbe essere qualcosa di più: una funzione di coscienza, oltre che uno spunto di riflessione e infine un antidoto al dilagante e diffuso disagio esistenziale. Come giudicate questa fase del teatro italiano, solo libera o pregna di qualcosa?

Quella di Cinzia è sicuramente una provocazione. Noi siamo della stessa estrazione attoriale, noi pensiamo che il Teatro sia un posto in cui metti in discussione anche l’anima e laddove non succede provi questa sensazione di disagio. Ovviamente per noi il Teatro non è il mero intrattenimento. Il Teatro è Arte e l’Arte è sublime, non può essere sporcata e insozzata. Il problema ha origine in un tutto quel teatro fatto non professionalmente che ha generato un alone di noia mortale nel pubblico. Per questo la gente va con la premessa “però mi voglio divertire”, facendo coincidere il divertimento, spesso, con l’ilarità per situazioni basse e banali.

Come è scritto nella presentazione di Epicicli, in riferimento a “Città invisibili” di Calvino, per non soffrire ne “l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme” abbiamo due modi: “Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio”. Questo è quello che vorremmo fare: non assuefarci, ma riconoscere nell’Inferno ciò che non è Inferno e dargli uno spazio/tempo per esprimersi, dargli una voce, in riferimento a quella libertà di espressione che ancora pare esserci.


Come in ogni viaggio che si rispetti, durante la rassegna si godrà di esperienze gastronomiche firmate Appeteating. Da dove nasce l’idea di questo connubio teatro-gastronomia?

Condivisione. La rappresentazione teatrale è una condivisione di sentimenti, dopo la quale “siamo amici”. Non c’è cosa più bella di condividere anche il pasto e completare l’esperienza del nostro incontro guardandoci veramente negli occhi.


Progetti futuri.

Per le prossime edizioni ci piacerebbe aprire anche i canali della danza, della musica, o anche della lettura, abbracciare un certo tipo di Arte da più punti di vista. D’altra parte, il nostro progetto è che con Epicicli possa nascere la prosa a Gela.


Buon lavoro a Tiziana, a Giancarlo e a tutti i loro collaboratori. Il teatro è incontro: Gela sia presente all’appuntamento. Tensivamente ci sarà!

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