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Marì, un'opera teatrale capace di smuovere la coscienza Featured

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Non ha deluso le attese lo spettacolo teatrale dal titolo "Marì" portato in scena ieri sera, al teatro Eschilo, dalla compagnia Teatro dei servi Disobbedienti. Un dramma intenso che ha ripercorso la tragica storia di una bambina stuprata dallo zio all'età di sette anni. Quattro ragazze, sapientemente dirette da Federica Amatuccio, capaci di trasferire al pubblico presente in platea, le angosce di una bimba, in tenera età, molestata dallo zio. Un mix di voci, danze pulsate e luci soffuse, in grado di andare a segno e di far riflettere i presenti.
Strepitosa l'interpretazione delle quattro attrici: Francesca Lateana (Marì bambina), Valeria Iudici (Marì adulta), Martina Morabito (madre) e Francesca Di Paolo (nella parte della morte) che hanno retto la scena ininterrottamente per oltre un'ora, catalizzando l'attenzione quasi con violenza, la stessa violenza usata dallo zio di Marì, ripagato con gli interessi dalla stessa bambina diventata poi adulta.
Emozionanti le note ed il testo della canzone "Mio zio" di Carmen Consoli che ha ispirato la storia e che ha concluso, in un crescendo di pathos, l'opera teatrale. 

 
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