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Intervista a Vittorio Nalbone, autore del romanzo La Società Raggiante Featured

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Passione per la storia e per la politica, due elementi che hanno dato vita al romanzo di Vittorio Nalbone, La Società Raggiante. Un libro che nasce da quello che lo stesso autore chiama scrittura riflettuta, ossia pensata e figlia di esperienze e letture, è invece veicolo di importanti idee e progetti, e può diventare veicolo per il superamento della "crisi culturale" che affligge fin troppe realtà, a partire dalla nostra città di Gela. Totò Catania ha intervistato per Tensivamente il giovanissimo autore.

Quando è nata l'idea di scrivere un romanzo?

L'idea di questo romanzo si è formata nel corso di diversi anni. I primissimi elementi risalgono alla mia infanzia, e sono frutto di mappe fantastiche e giochi che inventavo nel tempo libero. Da sempre attirato dalla Storia e, divenuto un po' più grande, dalla Politica, ho fuso questi interessi ai molti scenari e alle molte storielle che mi ero inventato negli anni. A 14 anni ho però iniziato a dare forma al romanzo vero e proprio, forma che nella sua ossatura generale ho definito l'anno successivo. Da allora ho iniziato a lavorare al libro, cercando di coniugare l'andamento della trama alle tematiche che volevo venissero fuori dal racconto, ossia gli ideali che fanno parte di me.

Raccontaci in breve il tuo romanzo

Parlando della trama, bisogna tenere presente che l'ambientazione del racconto ne è, in qualche modo, anche protagonista. È il pianeta Ogmìdia, mondo in cui è presente la vita e perfino quattro razze di esseri intelligenti, ma soprattutto in cui si manifesta l'Entragìa. Che cos'è? L'entragia è, per definizione, una qualunque forma di energia scomposta nella sua componente primordiale. In questo pianeta tutti gli esseri viventi sono in grado di sfruttarla, e più di tutti gli appartenenti alle quattro razze "superiori", dette Stirpi. Questi vivono nelle molte nazioni del pianeta, per la maggior parte riunitesi nella Confederazione Entragica. 
Un giorno, in un paesino di uno dei tanti Stati d'Ogmidia, un ragazzo di nome Trùvian Vàlior attende di incominciare a lavorare, poiché ha finito la scuola e non può permettersi l'Università. L'incontro di un bizzarro sconosciuto sconvolgerà la sua vita, portandolo a vivere in un altro continente. L'apparente lieto fine si tramuterà in un nuovo inizio, dando il via ad un'avventura inattesa: una battaglia per la giustizia da ridare ad un popolo oppresso, che diverrà una sfida alla Confederazione stessa, fino ad allora creduta unicamente fonte di sicurezza, pace e sviluppo per ogni ogmidiense. Un mistero antico millenni condurrà il giovane Truvian e personaggi d'ogni estrazione sociale alla ricerca della verità, nel corso di un romanzo che unisce elementi di fantascienza all'avventura e al thriller politico.

Secondo te, che valore ha oggi la scrittura per i giovani?

Trovo che sia uno dei pochi canali sani che siano rimasti per l'espressione di noi giovani. Bisogna fare, però, un distinguo sugli usi della scrittura: quella da leoni da tastiera, che sui social imperversano indomiti, molto spesso produce solo aria fritta, e inoltre alimenta la diffusione di populismi e bufale coi fiocchi; la scrittura "riflettuta", ossia pensata e figlia di esperienze e letture, è invece veicolo di importanti idee e progetti, e può diventare veicolo per il superamento della "crisi culturale" che affligge fin troppe realtà, a partire dalla nostra città di Gela

Dove hai attinto ispirazione per i personaggi, la trama, i contenuti. Insomma raccontaci qualche retroscena
 

Le fonti principali che mi hanno fornito idee, spunti per la trama e per i personaggi sono state le mie letture, e si spazia molto: da Harry Potter alla Storia Infinita, da 1984 al Signore degli Anelli, da Hunger Games al Candido di Leonardo Sciascia, e perfino alla Bibbia. Storie talvolta lontane anni luce tra loro, ma che hanno certamente contribuito alla mia formazione.

A chi dedichi questa prima produzione letteraria?

Quest'opera mira, tra le altre cose, ad abbattere un nemico dell'informazione: il pregiudizio. Sia il pregiudizio razziale, trattato nel corso del romanzo, sia, più semplicemente, il preconcetto che si può avere nei confronti di un ragazzo che scrive un romanzo. Insomma, dedico questa mia opera prima a chi, nonostante tutte le avversità, porta avanti i propri progetti senza risparmiarsi.

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