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Caso Gela Calcio, Greco: se Torrenti ha detto la verità, il presunto faccendiere va mandato a casa Featured

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“Il Sindaco Messinese, nonostante l’aspetto bonario e ridanciano, prova a recitare una parte non sua, quella cioè del furbo. Sollecitato da un mio pubblico comunicato ad intervenire, senza tentennamenti, sulla vicenda del Gela calcio che ha visto direttamente coinvolto il suo vice sindaco Siciliano, prende una posizione superficiale, assolutamente non adeguata alla gravità della questione”. E’ quanto afferma in una nota, il leader di Un’altra Gela, Lucio Greco. “Convoca, insieme a tutta l’amministrazione comunale, una conferenza stampa per ricordarci che non tocca alla giunta sapere come spende i soldi una società privata, non rendendosi conto che una simile ovvietà è buona solo per qualche sciocco o per qualche mestierante della politica che cerca di avvicinarsi al potere per ragioni poco nobili.
Far passare, infatti, la Tekra, società che si occupa della raccolta dei rifiuti nella nostra città, alla stregua di una qualsiasi società privata che non ha alcun rapporto con l’amministrazione, appare un tentativo maldestro di voler uscire indenne da una vicenda così seria e delicata che può avere delle conseguenze pesanti non solo sul piano politico.
Lo sa bene il sindaco, come lo sanno bene tutti i cittadini, che la Tekra è stata al centro del dibattito politico nelle ultime elezioni municipale, che è stata attaccata violentemente dai grillini (lui compreso) e che ancora oggi svolge un ruolo su cui sono puntati gli occhi da parte di molte forze politiche.
Ricordiamo poi al sindaco che l’accusa rivolta da Torrenti a Siciliano, non è di quelle che di solito ci si scambia in un acceso dibattito politico; è, invece un’accusa pesante che travalica l’aspetto politico e fa entrare il Siciliano in una storia torbida e pericolosa. Il consigliere Torrenti non ha usato giri di parole e ha definito Siciliano “l’intermediario” della vicenda.
In questo modo Torrenti, consapevolmente o inconsapevolmente, gli attribuisce la patente di una sorta di faccendiere; accusa già grave se indirizzata ad un qualunque cittadino, devastante, invece, se indirizzata ad un vice sindaco che è anche assessore alla nettezza urbana, in stretto contatto quindi con i vertici della Tekra e che conduce, tra l’altro, i rapporti con l’Eni dove girano interessi da capogiro.
Mi aspettavo pertanto tuoni e fulmini da Messinese perché delle due l’una: o Il consigliere Torrenti ha detto una bugia e quindi l’azione della giunta dovrebbe essere più dura e convincente, oppure ha detto la verità e in tal caso il sindaco dovrebbe mandare a casa il presunto faccendiere.
Tertium non datur, non è ammessa cioè una terza possibilità”. 

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