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Cultura (143)

Sarà presentato Giovedì 16 al Liceo Scientifico "E.Vittorini", il libro "Città dei Greci in Sicilia", ultima fatica di Massimo Frasca, esperto di Archeologia Classica, vincitore di una delle borse di Perfezionamento bandite dalla Scuola Archeologica di Atene che gli ha permesso di partecipare allo scavo di Iasos. Attualmente professore associato di Archeologia Classica presso l’Università di Catania, ha diretto numerosi scavi in Sicilia e in Italia meridionale, dal 1987 fa parte della Missione archeologica italiana che opera a Kyme Eolica (Turchia), dove dirige gli scavi sulla Collina Sud. È autore di numerose pubblicazioni scientifiche. Tra i principali temi di ricerca è lo studio della topografia e delle produzioni artigianali delle città greche e delle loro relazioni con le popolazioni indigene.
Il volume che verrà presentato racconta di gruppi di individui provenienti da diverse aree della Grecia (Calcide d'Eubea, Corinto, Megara Nisea, Creta, Rodi) che lasciarono le loro sedi per stabilirsi lungo le coste della Sicilia dando vita a un profondo processo storico, denominato con termine moderno colonizzazione, destinato a lasciare un profondo segno nella storia economica e sociale dell'Isola. I coloni greci scelsero per le loro fondazioni dei siti, in alcuni casi ancora oggi occupati da fiorenti centri abitati come Messina, Catania, Siracusa, Gela e Agrigento, che per la loro ubicazione sul mare, presso dei corsi d'acqua e nelle immediate vicinanze di pianure coltivabili offrivano delle condizioni ideali per lo sviluppo dell'abitato. Nel volume sono raccolte e analizzate le testimonianze letterarie e soprattutto archeologiche relative ad ognuna delle città fondate dai Greci in Sicilia, in un arco temporale che va dalle prime fondazioni, nella seconda metà dell'VIII secolo a.C. alle fondazioni di epoca storica volute dai tiranni siracusani, fino alla Seconda Guerra Punica (fine del III secolo a.C.).
L'appuntamento è previsto per le 17:30. Dialogherà con l'autore Simona Modeo, presidente regionale dell'associazione Sicilia Antica.
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Sarà presentato martedì 24 ottobre presso il salone parrocchiale della chiesa S.Giovanni Evangelista di Macchitella "La rivoluzione d’amore", il romanzo ispirato alle lettere scritte da papà Andrea a Papo, il cui cuore malato a soli dieci anni ha smesso di battere per sempre lo scorso agosto. Una storia vera che può insegnare ad amare la vita, la storia di un padre che ha scelto le parole per avere accanto suo figlio per sempre. Le lettere che Andrea ha scritto a Papo hanno scatenato l’interesse e l’affetto della rete con oltre 30.000 condivisioni della pagina Papo Superhero su Facebook. La stampa e la televisione ne hanno parlato e le emozioni sono diventate un libro. Perché era per Andrea il solo modo per non sentirsi sopraffatti. Dalla fine di agosto, ogni sera, ha scritto lettere a suo figlio Jacopo, detto Papo, sedendosi alla sua scrivania, trasformando quelle ore di sonno perso in ore piene di vita. Ore piene dell’allegria, dell’umorismo, della vitalità di un bambino supereroe. Che ama le lasagne della nonna, andare a pesca, disegnare le sue passioni. Correre un giorno sul cammello con le corna era il suo sogno, strambo e straordinario come solo il sogno di un bambino può essere. Andrea è partito da quelle parole scritte alla luce della luna, per scrivere il romanzo che racconta la storia di Papo. Una storia che ha dentro una rivoluzione d’amore, il messaggio che la vita va presa a morsi, va vissuta attimo dopo attimo. Che si può essere forti anche nella debolezza. Che si può portare gioia agli altri anche nelle difficoltà. Che non si deve mai perdere la voglia di ridere e di prendere in giro il destino anche quando ci mette davanti alla prova più dura, la morte di un figlio. La voglia di vivere non può smettere di battere. Non esiste fine per i suoi scherzi, i suoi sorrisi, la sua fantasia sfrenata. E Andrea, giorno dopo giorno, ha capito che Papo, qualunque cosa stia facendo dall’altra parte dell’Infinito, è felice. È felice di sapere cosa succede qui giù, quanto sia difficile, ma anche quanto il suo approccio alla vita stia aiutando tutti. Quanto il suo ricordo spezzi il respiro, ma permetta ancora di sorridere nonostante tutto. Per questo Papo è e sarà sempre un supereroe alla guida di una rivoluzione d’amore, magari con il suo fedele destriero, il cammello con le corna.
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I volontari dell'associazione Intercultura incontreranno venerdì 27 ottobre presso il Liceo Eschilo, gli studenti e le loro famiglie per far conoscere loro i programmi di studio all'estero messi a disposizione dal fondo. Le destinazioni, le borse di studio, l’ospitalità in famiglia, la scuola e il coordinamento con i docenti in Italia, sono gli argomenti che verranno analizzati nel corso dell'incontro. Protagonisti alcuni dei ragazzi appena rientrati che spiegheranno, attraverso l'esperienza vissuta in prima persona, cosa significa trascorrere una parte così importante della propria vita a contatto con un’altra cultura, tra sfide, difficoltà, benefici e bellissimi ricordi di momenti speciali vissuti con i nuovi amici provenienti da tutto il mondo. Sono 1500 le borse di studio che consentiranno agli studenti più meritevoli e bisognosi di sostegno economico (si va dalle borse totali che coprono il 100% della quota di partecipazione, a quelle parziali che coprono una percentuale variabile tra il 20% e l’80% della stessa) di recarsi all'estero per studiare. Centinaia sono messe a disposizione grazie alla collaborazione tra la Fondazione Intercultura e diverse aziende, banche, fondazioni ed enti locali. 
Diventare cittadini del mondo, costruire un pacchetto di conoscenze e competenze da spendere in un mercato del lavoro sempre più globalizzato, innalzare le proprie soft skill di tipo relazionale, comunicativo e organizzativo. Sono queste le esigenze sempre più pressanti degli studenti di oggi, a cui Intercultura offre una risposta concreta, attraverso i suoi programmi scolastici in 65 Paesi nel mondo.
Accedendo al sito www.intercultura.it, è possibile iscriversi fino al 10 novembre 2017 al nuovo bando di concorso 2018-19 per trascorrere un intero anno scolastico, un semestre, un trimestre, un bimestre o 4 settimane estive nei Paesi in cui la Onlus promuove i suoi programmi. Più di 2.100 i posti disponibili e 1.500 le borse di studio, tra quelle sponsorizzate e quelle messe a disposizione da Intercultura.. Il bando è rivolto a tutti gli studenti delle scuole superiori nati tra il 1 luglio 2000 e il 31 agosto 2003.
L'appuntamento al Liceo Eschilo è previsto per le ore 16:00.
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Pioggia e settembre è la storia dell'esuberante vivaista Vanessa, della sua giudiziosa figlia Agata, nata l'11 settembre 2001 mentre cadevano le Torri Gemelle, e dei suoi due migliori amici: Luigi e Simone. In un solo giorno e secondo il modello ariostesco le loro vicende si complicano e si dipanano nel labirinto di una Sicilia raffigurata con connotati realistici, ma anche con i contorni sfumati del mito e dell'incanto. L'11 settembre del 2015 Vanessa prepara la festa per il compleanno della figlia nel suo vivaio "L'albero storto" racchiuso nelle alte rasole di Vignola Etnea, mentre Luigi, attore a Morgantina, e Simone, per un seminario a Cefalù, fanno di tutto per arrivare in orario, trattenuti da rocamboleschi imprevisti. Le insidie, intanto, si materializzano nella figura di Venanzio Drago, presunto benefattore e usuraio di professione. Il romanzo traccia il ritratto di una generazione che a vent'anni ha attraversato il millennio gonfia di aspettative e che si muove ora in un precario presente, orfana di padri, integre bandiere e mappe di riferimento.
Il romanzo, scritto da Orazio Caruso, sarà presentato domani, giovedì, alle 18:30 presso la Libreria Mondadori. Converserà con l'autore la giornalista Liliana Blanco.
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di Zaira Placenti

Si muove agilmente sul palco, si sente a proprio agio, sa di essere brava e si percepisce. Il pubblico che l’ha seguita dalle poltrone dell’Eschilo Lab erarapito dalla sua voce e dalla sua capacità di interpretare brani totalmente diversi l’uno dall’altro. Giuliana Fraglica, con la sua voce soul potente, è scesa dai suoi tacchi per ballare mentre cantava “Cure me “ di Elisa, ha riarrangiato la disco music di Gala, per poi passare al dialetto siciliano de “La finestra” di Carmen Consoli citando anche Ettore Petrolini quando ha accennato a cappella “Tanto pe cantà”, nella versione di Gigi Proietti. E si capiva chiaramente che non è “soltanto” una cantante. Giuliana infatti è anche una scrittrice. Ha iniziato a comporre testiquando aveva solo 19 anni, seguendo il suggerimento del padre e nel 2000 è entrata a far parte dei Flanders, gruppo che l’ha portata a calcare i palcoscenici di New York, San Francisco, Denver, Florida, Polonia, fino al 2012, anno in cui il gruppo ha deciso di prendere una pausa. E quello è stato il momento in cui ha tirato fuori dal cassetto un altro dei suoi sogni, la creazione di fiabe per bambini. “Scintilla” e “Tuono”, pubblicate grazie ad una casa editrice palermitana, sono entrate a far parte della narrativa scolastica. Ha scritto anchemonologhi teatrali che sono stati prodotti e tradotti in inglese e sono in lizza al Fringe festival di Edimburgo. Ha lavorato in radio alla conduzione di diverse trasmissioni, è diventata assistente coreografa e presto fonderà una compagnia di teatro-danza seguendo le orme di Pina Bausch. E per ripagare la vita per la fortuna che le ha regalato, Giuliana ha voluto donare alla giovaneGiulia Spinello la stessa opportunità. La giovane talentuosa sedicenne era al suo fianco sul palchetto. Giulia ha alle spalle diverse partecipazioni a Festival locali. Ha cantato una canzone di Mina lasciando il pubblico senza fiato, si è esibita in un testo più recente,  quello di Levante, portando una ventata di novità. Voci versatili entrambe, hanno concluso la loro esibizione con “FixYou” dei Coldplay. «Cantare non è solo aprire la bocca e fare uscire delle parole, cantare a che fare con l’anima, con qualcosa  che è difficile spiegare, che generalmente si chiama cuore. Lei è, voce del verbo essere, esistere. Lei è del quartiere Settefarine e questa è stata è stata una delle ragioni per cui ho chiesto a Giuia di dividere il palco con me. Se volesse incidere un album potrei scriverle le canzoni anche domani, abbiamo anche la casa discografica». Con questa dichiarazione un po’ materna, un po’ alla Maionchi del più famoso talent, Giulia & Giulia hanno dato il loro appuntamento alla prossima serata all’Eschilo Lab.
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Oltre millecinquecento persone e tanti applausi ieri sera alle mura Timoleontee di Gela per l'unica tappa del 2017 in Sicilia del "Dionysus" Il dio nato due volte". Lo spettacolo, portato in scena con maestria dal regista Daniele Salvo, grazie all'interessamento della Pro Loco ed in particolare da Fabiola Polara, Giuseppe D'Onchia, Rosario Grillo, Valter Miccichè ed Emiliano Sigona. Suggestiva la location, con una sorta di anfiteatro ricavato accanto alle antiche mura di Gela, con il mare a fare da sfondo al palcoscenico e le fronde degli alberi mosse dalla leggera brezza crepuscolare, quasi a diventare parte integrante della tragedia greca. Un'esperienza assolutamente da ripetere e assolutamente apprezzata dal numeroso pubblico che dimostra, ancora una volta, che Gela è in grado di ospitare eventi di una certa portata.
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Un viale a Gela intitolato a Paolo La Rosa. Si trova nel nuovissimo quartiere Marchitello, a nord della rotonda per Macchitella sulla via per Licata. Il viale costeggia l’Istituto IPSIA e il Palacossiga. La manifestazione di inaugurazione avrà luogo domenica 6 maggio alle ore 10 a cura del Centro Culturale “Salvatore Zuppardo”, diretto da Andrea Cassisi che ne aveva fatto richiesta al Comune per la denominazione, alla presenza di amministratori comunali, uomini della cultura e soprattutto di amici che hanno condiviso con lui anni di passione ideale e di lotte per la trasformazione ideale e sociale della città. Paolo La Rosa nato a Mazzarino nel 1925 e morto a  Gela nel 2003, dirigente politico e sindacale impegnato e sindaco di Gela è stato un valoroso combattente per i diritti della povera gente, per la libertà e la democrazia, un dirigente democratico del movimento contadino e operaio, che si batteva per il riscatto ideale e sociale della sua gente, sempre proteso a rivendicare diritti civili, di civiltà e di benessere soprattutto per le classi meno abbienti. Erano anche gli anni del decreto Gullo sulla mezzadria agricola, gli anni della occupazione dei feudi e della conquista del lavoro, che sfociarono con l’eccidio di Portella della Ginestra. Fu in quegli anni, a causa di uno sciopero realizzato a Mazzarino al grido di “Pane e lavoro” che, nella notte tra l’1 e il 2 febbraio del 1948, Paolo La Rosa fu arrestato e portato in carcere assieme ad altri 23 valorosi dirigenti comunisti, tra i quali Totò La Marca e Filippo Siciliano.
Dopo il carcere Paolo andò a dirigere la Camera del lavoro di Mazzarino e riprese le lotte per la occupazione delle terre incolte. Nel 1952 viene mandato a Gela a dirigere la Camera del Lavoro e nel maggio dello stesso anno venne eletto consigliere comunale, seggio che mantenne ininterrottamente per ben 37 anni!
Negli anni del petrolio Paolo La Rosa dirige i petrolieri del Filcep-Cgil e si mette alla testa del movimento affinché il greggio estratto dal sottosuolo gelese venisse sfruttato nella nostra città da uno stabilimento petrolchimico. Paolo divenne amico di Enrico Mattei tanto che, il 19 giugno del 1960, in occasione della posa della prima pietra dello stabilimento petrolchimico, Mattei l’ha voluto in prima fila assieme ai dirigenti regionali del partito come Guido Faletra, Pio La Torre, Pompeo Colajanni e Mommo Li Causi. Ma Mattei muore due anni dopo nel cielo di Bescapè e molti progetti e sogni rimangono nel cassetto. Il 28 dicembre del 1966 Paolo La Rosa viene eletto sindaco di Gela.
Le sue memorie sono state pubblicate in un libro-intervista del suo amico Emanuele Zuppardo dal titolo “Petrolio e lotte di popolo nella Sicilia del feudo”.
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Primo premio per la scuola Marconi, al concorso “Racconta il Venerdì Santo”. La scuola ha vinto il premio con il racconto: “La scoperta di Riccardo…il Venerdì Santo a Licata” a cura di Giulia Calabrese, Emanuela Gibaldi e Giorgia Tealdo. Questa la motivazione della Giuria: “per lo stile narrativo lineare e preciso e per l’attenta e minuziosa analisi storica che permette di vivere compiutamente le tradizioni”.
Ad aprire i lavori il Governatore della Confraternita, dottor Angelo Gambino. I lavori sono stati coordinati dal Delegato alla Cultura, professor Francesco Pira. Il Vice Governatore, professor Angelo Maria Licata, ha invece ricordato la storia e la tradizione della Confraternita.
Poi il via alla Premiazione con due targhe al professor Rosolino Cirrincione e al Maestro Carlo Santamaria visibilmente commossi. Poi il Governatore ha donato una quadro con l’effige del Cristo portato in spalla ai quattro Dirigenti Scolastici degli Istituto coinvolti i professori Francesco Catalano (Istituto Giorgio), Maurilio Lombardo (Istituto Marconi), Maurizio Buccoleri (Istituto Leopardi) e Luigi Costanza (Istituto Quasimodo). Attestati alle docenti impegnate nel progetto dei quattro istituti: Grazia Macrì, Ilaria Ferraro, Rosalia Nogara, Viviana Porrello, Rosalia Licata, Angelica Graci, Maria Graci, Vittoria Rizzo, Caterina Mannino, Tiziana Alesci e Fiorella Silvestri.
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Primo premio per la scuola Marconi, al concorso “Racconta il Venerdì Santo”. La scuola ha vinto il premio con il racconto: “La scoperta di Riccardo…il Venerdì Santo a Licata” a cura di Giulia Calabrese, Emanuela Gibaldi e Giorgia Tealdo. Questa la motivazione della Giuria: “per lo stile narrativo lineare e preciso e per l’attenta e minuziosa analisi storica che permette di vivere compiutamente le tradizioni”.
Ad aprire i lavori il Governatore della Confraternita, dottor Angelo Gambino. I lavori sono stati coordinati dal Delegato alla Cultura, professor Francesco Pira. Il Vice Governatore, professor Angelo Maria Licata, ha invece ricordato la storia e la tradizione della Confraternita.
Poi il via alla Premiazione con due targhe al professor Rosolino Cirrincione e al Maestro Carlo Santamaria visibilmente commossi. Poi il Governatore ha donato una quadro con l’effige del Cristo portato in spalla ai quattro Dirigenti Scolastici degli Istituto coinvolti i professori Francesco Catalano (Istituto Giorgio), Maurilio Lombardo (Istituto Marconi), Maurizio Buccoleri (Istituto Leopardi) e Luigi Costanza (Istituto Quasimodo). Attestati alle docenti impegnate nel progetto dei quattro istituti: Grazia Macrì, Ilaria Ferraro, Rosalia Nogara, Viviana Porrello, Rosalia Licata, Angelica Graci, Maria Graci, Vittoria Rizzo, Caterina Mannino, Tiziana Alesci e Fiorella Silvestri.
 
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'Le Supplici' paragonate ai migranti di oggi": Vittorio Lorenzo Tumeo, di Messina, ha vinto l'undicesima edizione del concorso regionale "Eschilo a Gela", promosso dal locale Istituto del dramma antico (Idae) e dalla Fidapa. Tumeo ha superato 13 avversari provenienti da varie province siciliane e due anche da Roma. Il secondo posto è andato proprio a una concorrente romana, Eugenia Grimaldi; alla terza posizione si è piazzata Giulia Vicari, di Enna.
    Oltre ad attestati e medaglie, ai primi tre classificati sono andati anche premi in denaro. La cerimonia di premiazione si è svolta, stamani, nell'auditorium del liceo classico Eschilo di Gela. Il presidente dell'Idae, Giorgio Romano, ha sottolineato come "la tragedia eschilea, a distanza di 2500 anni, risulti realisticamente attuale, visto l'incommensurabile esodo di migranti di questi ultimi anni".

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