Tensivamente

Appetitosamente

Appetitosamente (21)

Finger food, “cibo da dita”. E’ la moda del momento. Non ci sono dubbi. Da l’aperitivo al dessert il finger food sta conquistando sempre più spazio nei buffet e nelle abitudini gastronomiche degli italiani.

Tecnicamente il finger food altro non è che una porzione ridotta, un boccone a tutti gli effetti, ma nell’alta cucina ci si può sbizzarrire realizzando dei veri e propri piatti in miniatura, giocando con diversi sapori da accostare e diversificando le consistenze come si suole fare nell’alta ristorazione. In particolare il finger food viene apprezzato per l’impatto estetico notevole.

 Nella foto trovate una proposta di Appeteating definita, un po’ per gioco e un po’ per scherzo, “aperi-kandinsky” formato da un involtino di melanzana ripieno di mozzarella di bufala ed un mezzo ciliegino confit; una vellutata di piselli e burrata, calamaretto e ciliegino confit; riso Venere ai frutti di mare e Coq-tail (una rivisitazione del famoso cocktail di gamberi realizzata con il pollo).

Prima “si mangia” con gli occhi.

Buon Appeteating a tutti!

Published in Appetitosamente
Written by
Read more... 0
La cucina creativa, o meglio, il momento di creazione in cucina si avvicina di più all’atto della purezza dell’arte che ad un volgare preparare da mangiare. Si dice che per cucinare bene sia importante pensare a qualcuno, perché la cucina vera - aggiungo io la cucina creativa - è anzitutto un atto d’amore. Dedicare il proprio tempo, il proprio intelletto, la propria arte alla realizzazione di un piatto per deliziare il palato è un gesto di grande altruismo, qualcosa che si avvicina all’amore vero.

Ma questa volta vi racconterò la storia di un piatto sbagliato, di un piatto in cui il senso estetico ha prevalso su tutto, persino sull’amore per la cucina. Un esperimento. Vi racconterò del gesto folle di uno chef che credeva di poter ottenere tutto, persino il cuore di una ragazza, creando un piatto. Lo stolto chef aveva perso di vista la purezza creativa della nobile arte che chiamiamo cucina pretendendo di cucinare non per amore ma per presunzione ed arroganza.

E fu così che lo chef pensò al piatto dal nome affascinante ed ingannevole :“amore e psiche”. Un piatto in cui gli ingredienti sono l’acqua pazza (vale a dire un guazzetto delicato al pomodoro), un superbo pesce San Pietro delicatamente bollito, degli spaghetti al nero di seppia per celiaci (perché il piatto si presta perfettamente alle esigenze dei celiaci) e infine, dulcis in fundo, il vero protagonista: le perle. Vale a dire il caviale di lumaca. Ad impreziosire il tutto un fiore delicato, commestibile, dal colore dirompente, un viola dirompente.

Lo stolto chef era convinto di aver raggiunto la perfezione. Negli accostamenti, nei sapori, ma soprattutto nell’estetica del piatto. Era soddisfatto per aver creato un nido di spaghetti neri su cui adagiare le candide e preziose uova di lumaca e per l’abbinamento di colori bianco-nero-viola.

Ma lo stolto chef aveva dimenticato due cose molto importanti. Il piatto e la purezza. Il piatto, perché non puoi mettere di certo un’acqua pazza su un piatto piano. E la purezza perché quando cucini per qualcuno, se non cucini per amore, sarà certamente un piatto sbagliato.
Published in Appetitosamente
Written by
Read more... 0

La moda gastronomica del momento, il lusso estremo dei gourmet di ultima generazione, un prodotto dal valore di mercato di 1600€ al kg: il caviale di lumaca. Lo chef Totò Catania lo ha assaggiato per noi, per descrivere il gusto e farci scoprire le caratteristiche di questo prodotto più unico che raro.

Il caviale di lumaca ha un colore bianco perla, le sue uova sono particolarmente consistenti e per degustarle nel modo corretto vanno masticate e non deglutite direttamente (come si suole fare per le ostriche ad esempio).

Il profumo delle perle è molto delicato, un bouquet gentile che ricorda la montagna.

Il sapore fa venire alla mente l’odore della pioggia, della terra bagnata, ma al palato risulta delicatissimo, assolutamente non aggressivo, con leggeri sentori erbacei ed una tenue nota salmastra. Nonostante la sua delicatezza il retrogusto è persistente, non sparisce subito dalla bocca, prolungando le sensazioni organolettiche per altri istanti di piacere.

Consigli per la degustazione e l’abbinamento:

Il modo migliore per degustarlo è in purezza, oppure con un filo leggero di olio extravergine d’oliva fragrante che potenzia i sapori di terra del caviale di lumaca.

Per quanto riguarda l’uso in cucina bisogna “proteggere” ad ogni costo la delicatezza del prodotto che deve rimanere centrale se lo si vuole valorizzare. Abbinarlo a dei crudi di mare (anche di carne) è la soluzione preferibile. La delicatezza del caviale di lumaca soffrirebbe l’accostamento a pietanze con cotture aggressive come la frittura, la rosolatura, per cui se si vuole abbinare ad un cibo cotto preferite le cotture delicate come il vapore, la bassa temperatura sottovuoto, la bollitura, l’oliocottura e simili.

Potete trovare il caviale di lumaca a Gela alla “Casa della Chiocciola”.

Published in Appetitosamente
Written by
Read more... 0
Ecco a voi "duetto di mare", ricetta dello chef di Appeteating Totò Catania

Preparate i filetti di orata: squamate il pesce, evisceratelo, sfilettatelo e togliete le lische con l'ausilio di una pinzetta. Adagiate i vostri filetti su una teglia leggermente oleata, insaporiteli con sale, pepe bianco, ancora un filo d'olio extravergine d'oliva e della granella di pistacchio.

Sgusciate i vostri gamberoni lasciando solo la coda del carapace, applicate una piccola incisione sul dorso per eliminare il budellino del gambero e avvolgete il crostaceo con una sottilissima fetta di bacon affumicato

Lessate delle patate in abbondante acqua salata. A cottura ultimata pelate le patate e frullatele aggiungendo olio extravergine, pepe bianco, e zeste di agrumi.

Mettete orate e gamberi a forno preriscaldato a 180 gradi per circa dieci minuti

Formate delle curve sul piatto con la spuma di patate con l'ausilio di una sache a poche, adagiate il vostro duetto di mare e decorate con dei chicchi di melograno

Buon Appeteating

vino consigliato Zahara Casa di Grazia

Published in Appetitosamente
Written by
Read more... 0

Appeteating vi augura buona feste con questa piccola creazione: “trionfo di mare”

Prendete dei pezzi di tonno, tagliateli per il senso della lunghezza in modo da ottenere dei piccoli parallelepipedi. Marinateli con del buon olio extravergine d’oliva, semplicemente del sale e del pepe e passateli nei semi di sesamo. Scottateli un minuto per lato in padella, lasciateli riposare un paio di minuti prima di affettarli.

Lavate sotto l’acqua corrente un filetto di salmone che avrete avuto cura di marinare sotto sale e zucchero di canna la sera precedente. Preparate una tartara tagliando il salmone a piccolissimi cubetti e condendo con un filo d’olio, del prezzemolo, e qualche scorzetta di agrumi.

Sgusciate dei gamberi freschissimi e lasciateli marinare per un’oretta con del succo d’arancia appena spremuto, dell’olio, del sale, del pepe nero ed una grattugiata di zenzero fresco.

Componete il piatto decorando con erbette fresche e frutti tropicali e impreziosite il salmone con una punta di caviale.

Buone feste da Appeteating

Published in Appetitosamente
Written by
Read more... 0

Gela riscopre una tradizione gastronomica che rischiava di essere dimenticata: la salsiccia di seppia. Questa antica ricetta affonda le sue radici nella pesca locale, il Golfo di Gela è sempre stato molto pescoso specialmente di seppie e triglie. Oggi la seppia è molto apprezzata sui mercati ittici, ma in passato veniva considerato un piatto povero e alcuni gelesi dell'epoca si ingegnarono per sfruttare l'eccedenza di questo prodotto che a volte veniva persino scartato. Anche la "polpetta di seppia" che comunemente si trova nei ristoranti gelesi e del comprensorio ha origine da questa storia. Alcuni macellai pensarono di provare ad insaccare la seppia nel budello del maiale, così come si usa fare per la salsiccia, magari utilizzando un composto misto di carne e pesce, per compensare il costo della carne che all'epoca era decisamente più costosa della seppia. Questo prodotto rimase a conoscenza di poche persone, non riuscì a farsi spazio nei mercati e lentamente venne dimenticato. Oggi grazie all'impegno di due società gelesi, Maredamare dei F.lli Di Dio e Appeteating, la giovane start-up guidata dallo chef Totò Catania, questa tradizione "è tornata di moda" sulle tavole dei gelesi. "Il cibo non è soltanto alimentazione – afferma Totò Catania – il cibo è soprattutto espressione della storia e della cultura di un territorio. Recuperare questo prodotto era doveroso anche perché si tratta di un cibo molto saporito che fa parte della nostra identità territoriale, una identità molto spesso trascurata e poco valorizzata".

 

Published in Appetitosamente
Written by
Read more... 0

Lì, Gela (con una punta d’orgoglio) 10-06-2016

Sgusciate degli scampi freschissimi, tenetene qualcuno da parte e battete al coltello tutti gli altri come per formare delle tartare. Condite il battuto di scampi con olio extravergine d’oliva, sale, pepe ed aneto. Con l’aiuto di uno stampino date forma circolare ai vostri scampi, a questo punto cuocete la tartara a vapore per pochi minuti.

Ritagliate dei medaglioni di foie gras con la stessa misura dello stampino, scottate rapidamente in padella ad alta temperatura.

Togliete il nocciolo alle ciliegie e spadellatele con mezza noce di burro, fiammeggiate con un bicchierino di Armagnac e continuate la cottura finchè il fondo non diventerà sciropposo.

Assemblate il piatto ponendo alla base il medaglione di foie gras, la tartara di scampi cotti a vapore, lo scampo crudo e ponendo in cima al tortino un cucchiaino di uova di salmone. Completate con la salsa alle ciliegie ed un pizzico di estro.

Buon Appeteating!

Published in Appetitosamente
Written by
Read more... 0

Arriva il caldo in quel di Sicilia e per il principio di compensazione si opta per i piatti freddi sulla tavola. Un luogo comune vuole considerare banale o semplice un “piatto freddo”, vale a dire tutte quelle preparazioni in cui l’utilizzo delle cotture è assente in tutto o in parte.

In realtà il “piatto freddo” mette alla prova il cuoco in una delle discipline più affascinati della nobile arte della cucina: l’abbinamento dei sapori.

Oggi Appeteating vi propone una ricetta che farà letteralmente impazzire le vostre papille gustative con un mix di sapori decisi ma dal garbato aspetto.

Dissalate dell’ottimo baccalà per tre giorni cambiando spesso l’acqua per reidratarlo ed addolcirlo. Una volta ottenuto il vostro bel filetto di pesce reidratato lasciatelo insaporire per una dozzina di minuti in un affumicatore con dei ciocchi bagnati di legno di ciliegio. Per finire affettate sottilmente con un taglio “alla francese” (cioè in maniera obliqua) come si suole fare per il salmone affumicato il vostro baccalà e disponetelo su un piatto. Questa prima fase della ricetta non è semplicissima, richiede un po’ di esperienza, tuttavia è possibile trovare sul mercato del pesce già affumicato ed affettato.

Condite con una generosa dose di olio extravergine d’oliva da retrogusto fruttato, qualche goccia di limone ed un pizzico di peperoncino in polvere. Lasciate marinare il vostro carpaccio per un’oretta.

Disponete sul vostro carpaccio delle olive verdi e dei carciofini in conserva, preferibilmente fatti in casa e ricchi di sapore, qualche “filo” sottilissimo di cipolla rossa di Tropea, delle foglioline di mentuccia che daranno una sferzata aromatica al piatto, e qualche fiorellino di salvia (dal profumo deciso) e qualche petalo di margherita (dal sapore molto tenue) a completare la vostra gentile tela commestibile.

Troverete in bocca sensazioni piene di carattere: la sapidità del baccalà e delle conserve, l’acre e la dolcezza della cipolla di Tropea, il piccante del peperoncino, le diverse tonalità dei profumi di campo.

Non vi resta che munirvi di una discreta quantità di Pane di Gela, di un calice del vostro vino preferito (consigliatissimo un’insolia) e, perché no, di una persona con la quale condividere ed un paesaggio da ammirare per godervi a pieno la vita.

Buon Appeteating!

Published in Appetitosamente
Written by
Read more... 0

“Per averti pagherei un milione o anche più” cantava Mango alla propria amata nella celebre canzone “Oro” e come ogni forma d’arte trova sublimazione nel più nobile dei sentimenti anche la cucina, in quanto arte, può essere capace di comunicare una forte passione per l’amata.

Pensare ad una persona prima di cucinare è un autentico atto d’amore, fonte inesauribile di ispirazione, e trasformare quegli sguardi e quelle gentili effusioni in un sapore è pura magia. Che sapore ha l’amore? Ognuno di noi ha una percezione diversa e risponderebbe in maniera molto personale ad una tal domanda, ma potrei darvi uno spunto interessante…

L’amore ha il sapore dell’oro, la cosa più preziosa che si possa provare, il sapore più buono. Eppure l’oro (quello commestibile, esiste anche questo per chi non lo sapesse) non ha un suo sapore, è come una cornice che ognuno può riempire a proprio gusto, con l’immagine della propria donna, con i suoi ricordi e i suoi profumi preferiti. Non c’è sapore più buono del proprio sapore preferito.

E se dovessi cimentarmi in una romantica cena non troverei nient’altro di meglio che l’eleganza di un risotto allo zafferano, la spezia più pregiata definita la “spezia degli dei” nella cultura classica, preparato pensando alla propria amata, al suo sguardo, e impreziosito con una foglia d’oro. Cosa non si farebbe per amore…

E per voi? Che sapore ha l’amore?

Published in Appetitosamente
Written by
Read more... 0

“Inizialmente pensavo che le grandi scalinate che spesso vediamo nelle nostre città siciliane agli ingressi delle case fossero semplicemente delle scale, poi però ho scoperto che esse stesse rappresentavano il riscatto delle classi più povere. Il contadino voleva avere la stessa dignità del ricco specialmente in punto di morte, infatti le scale grandi servivano a dare la possibilità del passaggio alla bara che prima i più poveri non potevano permettersi”. Lo chef pluristellato licatese Pino Cuttaia racconta dove nasce l’idea del suo ultimo libro “Per le scale di Sicilia”, simposio di arte gastronomica, cultura siciliana e passione per le proprie radici, che è stato presentato ieri sera presso la libreria Randazzo in via Parioli alla presenza di numerosi fan ed appassionati di cucina. “Questa scoperta l’ho portata con me anche a lavoro, vi racconto un esempio. Avevo inventato un piatto di alici e caviale che avevo nominato il ricco e il povero, ma questo piatto non aveva un riscontro molto positivo. Poi ho pensato che la ricchezza e la povertà le ha inventate l’uomo e non la natura per cui ho deciso di togliere il caviale dal piatto e improvvisamente le alici hanno iniziato a respirare e a dare il meglio di sé. Lì è nato il piatto quadro di alici.”

Le esperienze raccontate dallo chef hanno incantato i partecipanti, il fascino della cucina innovativa e di altissima qualità di Cuttaia, che si definisce camurriusu perché molto attento ai dettagli, attinge dalle esperienze quotidiane, dai ricordi, dalla memoria olfattiva e sprigiona un magnetismo che ha reso lo chef de La Madia una vera e propria icona della cucina italiana e siciliana nel mondo.

L’evento è stato organizzato dall’Accademia Italiana della Cucina coadiuvata da Felicia Randazzo e Francesco Pira, docente di Comunicazione presso la l’Università di Messina, ex direttore della nostra testata giornalistica ed anche lui licatese come Cuttaia. “Sono orgoglioso di Pino Cuttaia per l’attaccamento che ha sempre dimostrato alla nostra Licata e alla nostra Sicilia” ha dichiarato il prof. Pira che ha moderato l’incontro ed ha raccontato degli aneddoti che hanno messo in risalto le qualità prima umane e poi professionali dello chef Cuttaia.

Noi della redazione ci siamo dati appuntamento con lo chef a La Madia per raccontarvi più da vicino, tramite la rubrica di cucina curata da Appeteating, profumi e sapori dell’arte di Cuttaia.

 

Published in Appetitosamente
Written by
Read more... 0

In Evidenza

Facebook

CookiesAccept

NOTE! This site uses cookies and similar technologies.

If you not change browser settings, you agree to it. Learn more

I understand
Tensivamente.it é una testata giornalistica registrata al Tribunale di Gela n.1/2013 | Direttore Responsabile - Stefania Pistritto | Editore - The Gela Times S.r.l.s. P.IVA | Tensivamente é un marchio registrato, tutti i diritti sono riservati. Redesigned by Cooco Studio

Login or Register

LOG IN

Register

User Registration
or Cancel
Full Reviw on best bokkmakers by ArtBetting.NET
Read more for Ladbrokes the UK bookmakerLadbrokes UK - full information
The best online bookmaker in the UK read more... William Hill