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Esulta anche a Gela il Movimento 5 Stelle che conquista un seggio all’Assemblea Regionale Siciliana con Nuccio Di Paola, piange Forza Italia che invece si vede scappare il seggio a tutto favore del Vallone con Michele Mancuso di Milena che alla fine l’ha spuntata su Pino Federico e torna ad esultare il Pd con Peppuccio Arancio, nonostante il disastroso risultato delle urne. A Gela è andata – in qualche modo – secondo i pronostici anche se i delusi non mancano. Ma c’erano solo tre seggi da assegnare per il collegio nisseno e quindi fra gioie e lacrime, ecco che alla fine l’ultima parola è spettata alle urne. La città, lacerata dalla spaccatura fra il sindaco di Gela Domenico Messinese, eletto più di due anni fa, grazie all’appoggio dei grillini, culminata poi con il “divorzio” e il licenziamento di Messinese dal Movimento 5 Stelle, ha dimostrato di nutrire ancora delle simpatie per il Movimento, riservando a Di Paola, al giovane ingegnere gelese e docente precario di informatica di 35 anni, 4.724 preferenze. Piange l’uscente Pino Federico che nonostante sia stato premiato dai suoi elettori con 5.437 voti non è andato altrettanto bene nel resto della Provincia, che invece ha premiato Michele Mancuso, con 6.878 originario di Milena e che proprio mentre Federico era presidente della Provincia, lui ricopriva il ruolo di presidente del consiglio provinciale. Federico, con alle spalle già due legislature, era quasi certo che ce l’avrebbe fatta. Adesso torna a fare, come del resto ha sempre fatto, il medico odontoiatra.
E’ stata dura, come lui stesso ammette su un suo post pubblicato su Facebook e riconfermato per la seconda volta consecutiva al parlamento regionale, per un altro medico prestato alla politica, Giuseppe Arancio, psichiatra che ha conquistato 3993 preferenze. Anche qui si è consumata una spaccatura profonda, che ha lacerato il partito. La frattura, plateale come non mai, senza veli, si è consumata con il capogruppo al consiglio comunale di Gela, Vincenzo Cirignotta, che appoggiava il candidato della lista “Arcipelago Sicilia”, Ennio Di Pietro. Presto all’interno del Pd, dovrebbe arrivare la resa dei conti, perché chi ce l’ha fatta presenterà adesso il conto e sarà sicuramente un conto salato.
Arancio ha seguito il voto, con tutti i suoi sostenitori da casa sua. Poi, alla fine dello spoglio, ecco la foto di tutti, immortalati “felici e contenti” per la fine di una campagna elettorale velenosa e inquietante, segnata negli ultimi giorni da due attentati incendiari che hanno colpito due esponenti del Pd, Enrico Vella, segretario del presidente Crocetta e Alessandra Ascia, presidente del Consiglio Comunale.
Scrive Arancio sul suo profilo Facebook: “E alla fine la buona politica è stata quella a vincere! Grazie a tutti coloro che hanno creduto e sostenuto il progetto che abbiamo proposto nel nostro territorio, nonostante sia stata una campagna elettorale complicata e dai mille volti. Questo é un piccolo traguardo che segna un nuovo percorso da tracciare insieme. Grazie”. Di Paola ha scritto soltanto, dopo aver votato, “ho scelto il futuro”.
 

 

Crocetta al voto: sono sereno, nessun patto con Renzi

Published in Politica

Il presidente della Regione Rosario Crocetta, questa mattina ha votato poco prima delle 13 nel plesso del quartiere Scavone, a Gela, a due passi dalla sua abitazione.  “Lascio – ha detto – con l’animo sereno, di chi ha fatto il proprio dovere. Si chiude una fase della mia vita e se ne apre un’altra. Non sono legato alla poltrona. Si apre per me una nuova fase che trovo molto stimolante perché penso ad un impegno politico immediato, diretto, in mezzo alla gente che è quello che mi è più congeniale. Sicuramente miro a riorganizzare il Megafono, a radicarlo in tutta la Sicilia”. Ha poi aggiunto che non c’è nessun patto fra lui e il segretario del Pd Matteo Renzi. “Renzi mi ha chiesto di non candidarmi alla presidenza della Regione, poi mi ha chiesto addirittura di togliere la lista del Megafono e di mettere i candidati nella lista Micari perché Orlando la lista non l’ha fatta e quindi l’abbiamo fatta noi con i nostri candidati. Nessun patto, solo un riconoscimento politico del Megafono come un soggetto che fa parte del Pd”. 

Apprendo con costernazione dell’incidente costato la vita a Rocco Massimo Iacona nella discarica di contrada Timpazzo. Le morti sul lavoro aggiungono sofferenza a quelle dipartite che così non troveranno rassegnazione.  Lo ha detto il sindaco di Gela Domenico Messinese, esprimendo cordoglio alla famiglia dell’operaio di 44 anni che ha perso la vita nella tarda mattinata di oggi. “Quella di oggi è la morte bianca numero 683 avvenuta in poco più di 10 mesi, quest’anno in Italia – ha evidenziato il primo cittadino -. Un dato raccapricciante di un tragico trend in aumento che mette una società moderna, come la nostra si professa, di fronte ad intollerabili buchi neri in materia di tutele sui luoghi di lavoro. L’occupazione oggi rappresenta un bene prezioso sopra i suoi connotati costituzionali ma, senza sicurezza, la dignità e la vita non potranno mai essere barattate per un tozzo di pane. Se onoreremo questa riflessione, da lavoratori o da imprenditori – ha concluso Messinese -, avremo reso più solenne il ricordo di Rocco e di tutti quei numerosi operai gelesi che hanno subìto certi congedi innaturali”.

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